Skip to main content

Isole Shetland “Tra oceano e silenzio”

Parto da Roma  un giorno qualsiasi, di quelli che non promettono nulla ma possono contenere tutto. Davanti, trenta giorni di strada. Dietro, una vita che per un po’ può aspettare.Salgo verso nord con il sole che mi scalda la schiena,l’Italia scorre veloce, familiare, quasi troppo. Quando passo il confine sento già che qualcosa cambia: la lingua, i cartelli, persino il vento. È come se stessi uscendo lentamente da me stesso.Nel Doubs l’aria si fa più fresca, verde ovunque. Mi fermo spesso, senza motivo, solo per ascoltare il silenzio. A Reims bevo un caffè lungo che sa di viaggio e solitudine.A Calais il mare appare grigio, teso, come se sapesse che sto per attraversarlo.Il traghetto mi porta via dalla terraferma, guardo l’acqua e penso che ogni viaggio ha bisogno di un momento di distacco vero.

Quando sbarco in Inghilterra, la guida a sinistra mi obbliga a stare presente, attento, vivo.Peterborough è una pausa tranquilla, Newcastle è vento e acciaio poi arriva Edimburgo, e lì qualcosa si apre: le pietre, la luce, le strade in salita. Mi sento piccolo, ma nel modo giusto.Salendo verso Inverness, la strada diventa poesia,laghi scuri, colline morbide, pecore che osservano indifferenti. Non ho fretta. Non ho nessuno da raggiungere e per la prima volta, non mi pesa.Aberdeen è mare e granito, da lì prendo il traghetto verso Lerwick.Le isole Shetland sono un altro mondo: vento forte, silenzi profondi, orizzonti infiniti. A Kirkwall e Stromness il tempo sembra rallentare ancora di più.Mi perdo volontariamente, e mi ritrovo meglio.Scendo a Scrabster e continuo verso Ullapool, poi fino a Portree sull’isola di Skye,

Qui la natura domina tutto, piove, poi smette, poi ricomincia, io continuo a guidare, come se la pioggia facesse parte del viaggio quanto l’asfalto.Glasgow è un ritorno al rumore,Birmingham è veloce, quasi troppo. Quando arrivo a Stonehenge, mi fermo a lungo, non capisco davvero cosa sto guardando, ma sento che è importante.Attraverso di nuovo la Manica e torno in Francia. Abbeville è una tappa silenziosa, poi Mont Saint-Michel appare all’orizzonte come un miraggio, ci arrivo al tramonto, e per un attimo dimentico tutto il resto.A Saint-Jean-d’Angély riprendo fiato, poi scendo verso la Spagna. Bilbao mi accoglie con energia e modernità, Siviglia è calda, viva, quasi eccessiva, Valencia profuma di mare e arance, Barcellona è movimento continuo, e io ci passo dentro come un’ombra.

Riprendo il traghetto per Civitavecchia, il mare questa volta è diverso: non è più separazione, è ritorno. Parcheggio la moto dove tutto era iniziato e penso al prossimo viaggio.

I miei viaggi


Uzbekistan

Senegal

Tunisia

Islanda

Scopri altri viaggi >

©Copyright 2026 Giovanni Bettella.All Rights Reserved