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Islanda "Il vento tra le rocce"

Il cielo sopra Roma è ancora scuro. Non c’è traffico, non c’è rumore. Solo io, il viaggio e tanti giorni davanti. Parto senza voltarmi indietro.Guido per ore, giorni. L’Europa scorre via come un nastro: autostrade, pioggia, soste veloci, dormo poco, penso meno. Ho un obiettivo: arrivare a Hirtshals.Quando finalmente vedo il porto, sento che qualcosa dentro di me cambia. Sto davvero partendo.Sul traghetto il tempo si dilata. Il mare è ovunque, infinito.Alle Isole Faroe scendo e respiro aria diversa: umida, selvaggia. Cammino senza meta, ascoltando solo il vento. Non parlo con nessuno. Non ne sento il bisogno.Quando sbarco a Seyðisfjörður, l’aria è fredda e pulita. Accendo il quad. Il suono rompe il silenzio.Adesso sono davvero solo.Verso Höfn il mondo cambia continuamente.

Guardo i ghiacciai e mi sento piccolo, quasi inutile.A Skaftafell cammino in silenzio. Ogni passo sembra pesare meno.A Vík í Mýrdal resto fermo davanti al mare nero. Le onde arrivano violente, ma regolari. Come un respiro.A Landmannalaugar mi sento fuori dal mondo. Il quad scivola su sabbia e lava. Non ci sono strade vere, solo tracce.La notte non arriva mai del tutto. Resto sveglio a guardare il cielo, senza pensieri chiari.Arrivo a Selfoss e poi a Reykjavík.
La città mi sembra strana. Troppa gente, troppe luci. Mi sento fuori posto. Riparto presto.A Hellissandur il vento è così forte che devo fermarmi. Spengo il motore.E per la prima volta da giorni, ascolto solo il silenzio.Verso Hólmavík capisco cosa significa davvero essere solo.

Nessuna macchina, nessuna voce. Solo io e il paesaggio. E non mi pesa.A Thingvellir cammino tra due continenti.Penso a quanto sono piccolo, e per la prima volta non mi spaventa.Torno a Selfoss e poi salgo verso Kerlingarfjöll.Il terreno fuma, la terra è viva. Sento qualcosa muoversi anche dentro di me.Attraverso Hraun e Miklibær fino ad arrivare ad Akureyri.Poi ancora più su: Skútustaðir, Garður, Raufarhöfn.Qui il mondo finisce davvero. E io mi fermo a guardarlo.A Möðrudalur il vento cancella tutto. Tracce, pensieri, tempo.Resto fermo, senza fretta. Non ho più bisogno di correre.Ritorno a Seyðisfjörður.Spengo il quad e rimango lì, in silenzio. Ho fatto il giro ma non è questo il punto,Il mare mi riporta verso Hirtshals e poi giù fino a Roma.

Quando torno, tutto è come prima,ma io no,ho imparato a stare nel silenzio,a non riempire ogni spazio e lasciare che le cose accadano senza forzarle.

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